Pubblicata ufficialmente il 27 giugno 2025, dopo la registrazione presso ASCAP il 18 febbraio dello stesso anno, “Gameboy” si presenta come una delle tracce più rappresentative dell’evoluzione sonora di KATSEYE. Il brano, scritto dall’acclamato autore Jacob Kasher – già collaboratore di artisti come Selena Gomez, Britney Spears, Maroon 5, Tate McRae e Lady Gaga – unisce struttura dance pop e immaginario videoludico in una sintesi che combina leggerezza, controllo e consapevolezza.
“Gameboy” è una traccia dance pop che cattura l’unicità del gruppo: gioco e dignità convivono nella stessa costruzione sonora. Il brano integra suoni rétro ispirati ai videogiochi con un ritmo moombahton morbido e sensuale, creando una base dinamica che valorizza le vocalità affascinanti dei membri. Le liriche, dirette e a tratti volutamente taglienti, sono accompagnate da beat accattivanti che aggiungono energia all’intera composizione, specialmente quando rivolte a un interlocutore sfuggente, difficile da “afferrare”. KATSEYE dimostra qui una competenza musicale flessibile e raffinata, reinterpretando l’estetica nostalgica in chiave pop moderna.
In un’intervista a Rolling Stone, Megan ha definito il brano “una canzone feel-good, come una versione più elevata di ‘Touch’”. Yoonchae ha aggiunto di essere particolarmente entusiasta, convinta che “Gameboy” sarebbe diventata la preferita degli Eyekons legati all’era di “Touch”. La traccia, infatti, debutta alla posizione #9 nella Billboard Bubbling Under Hot 100, segnando il miglior risultato del gruppo in quella classifica.
Lungo tutto il brano emergono riferimenti espliciti al mondo dei videogiochi. L’espressione “pushing my buttons” richiama i pulsanti dei controller, strumenti attraverso cui il giocatore impartisce comandi e azioni. In questo contesto, l’immagine suggerisce come il ragazzo descritto nella canzone provochi Daniela, alimentando tensione e reazioni emotive legate al “drama” citato nella prima strofa.
Il concetto di “levels” rimanda invece ai livelli di difficoltà e progresso tipici dei videogiochi. In chiave relazionale, il testo lascia intendere che le capacità del ragazzo come partner siano migliorate proprio grazie a lei, come se fosse “salito di livello” sotto la sua influenza. Questa metafora introduce una dimensione ironica ma anche critica: l’evoluzione non è spontanea, bensì indotta.
Il ragazzo viene paragonato a un Gameboy, la celebre console portatile, suggerendo che sia visto come qualcosa di divertente con cui giocare, ma non necessariamente da prendere sul serio. Egli tratta la relazione come un gioco, anziché come un legame autentico. Si intravede anche un’allusione a “Playboy”, la famosa rivista maschile, un gioco di parole che rafforza l’idea di superficialità e strumentalizzazione. Anche se il termine non viene menzionato direttamente, il riferimento è chiaro: qualcuno che si comporta come un giocattolo per il proprio divertimento. Scegliendo di non “giocare”, le ragazze affermano il desiderio di relazioni reali, non di dinamiche vuote o superficiali.
In una linea interpretata da Lara, la relazione viene definita “a game”, con un duplice significato: da un lato un divertimento leggero, dall’altro una strategia calcolata. Entrambe le letture suggeriscono che lei comprenda perfettamente le mosse del ragazzo, smascherandone l’approccio. Come accade talvolta con i videogiochi, ciò che inizialmente intrattiene può trasformarsi in una “perdita di tempo”, alimentando la volontà di interrompere o “buttare via” la situazione.
Un altro passaggio sottolinea come il presunto fidanzato sia ingrato e svaluti la partner, trattandola come qualcosa di sacrificabile. Daniela afferma implicitamente di non essere qualcuno da “toss away”, da scartare. Anche qui si può intravedere un possibile riferimento alla sconfitta in un videogioco, al concetto di “losing”: la relazione diventa una partita in cui qualcuno rischia di perdere.
“Gameboy” non è soltanto un brano pop dall’estetica nostalgica; è una riflessione ironica sulle dinamiche relazionali e sulle strategie emotive. Il gioco diventa metafora di potere, controllo e percezione. Con una produzione curata, un ritornello immediato e un immaginario accessibile ma stratificato, KATSEYE dimostra ancora una volta la capacità di trasformare un concetto apparentemente semplice in un racconto articolato.
Tra suoni rétro, ritmi sensuali e un linguaggio che alterna leggerezza e sottotesto critico, “Gameboy” consolida la traiettoria del gruppo in un panorama pop globale sempre più competitivo, riaffermando la loro identità con sicurezza e ironia.

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