Happiness Is Going To Get You è il quarto album in studio della cantautrice canadese Allie X, pubblicato il 7 novembre 2025. Il progetto è stato introdotto dal singolo principale Is Anybody Out There?, che ha subito segnalato uno spostamento emotivo e concettuale rispetto all’intensità claustrofobica del disco precedente, Girl With No Face.
Allie X ha descritto questo album come “un vortice di nostalgia liminale”: un lavoro che riflette sull’inevitabilità della gioia senza negare la permanenza del dolore. In Happiness Is Going To Get You, la felicità non è qualcosa da inseguire con ostinazione, ma una presenza che arriva da sola, quando si smette finalmente di forzarla. Concettualmente, l’album funziona come un grande sospiro: lo stesso che l’artista definisce “il respiro profondo” dopo l’isteria emotiva e la tensione accumulata in Girl With No Face.
Un ritorno all’essenziale
A differenza del processo produttivo lungo e faticoso del disco precedente, Happiness Is Going To Get You nasce con una immediatezza sorprendente. Allie X torna al pianoforte, il suo primo strumento, e scrive e produce le canzoni con una naturalezza quasi inattesa. È come se lo sforzo emotivo del passato avesse aperto uno spazio nuovo, fertile, in cui qualcosa di diverso potesse finalmente prendere forma.
Il tema centrale dell’album è il tempo: la sua fluidità, la sua instabilità, la possibilità di esistere in più momenti temporali contemporaneamente. Questa dualità si riflette anche nel suono, dove strumentazioni barocche convivono con texture digitali contenute, creando un equilibrio fragile tra passato e presente.
I singoli come tappe emotive
Oltre a Is Anybody Out There?, l’album è stato anticipato dai singoli Reunite, 7th Floor e dalla title track Happiness Is Gonna Get You.
Se il primo brano ruota attorno all’isolamento e alla distanza esistenziale, Reunite introduce un calore più riflessivo, parlando di ritorno emotivo e riconnessione. 7th Floor si muove invece in uno spazio sospeso, introspettivo, dove il tempo sembra fermarsi. La title track non offre una vera risoluzione, ma una rassicurazione silenziosa: la felicità arriverà, anche se non ora, anche se non come ce l’aspettiamo.
Un’era visiva fatta di attesa
Invece dei tradizionali videoclip, l’era è stata accompagnata da visualiser ufficiali per Is Anybody Out There?, Reunite, 7th Floor e Happiness Is Gonna Get You. Immagini minimali, movimenti ridotti, simbolismi discreti: tutto concorre a costruire un linguaggio visivo che privilegia l’atmosfera alla narrazione.
Al centro dell’estetica dell’album c’è The Infant Marie, alter ego di Allie X e protagonista simbolica del progetto. La sua figura vive in uno spazio ambiguo: distillata in un passato quasi infantile, ma circondata da un presente che ha tratti apocalittici. Oggetti antichi, riferimenti barocchi e suggestioni infantili si scontrano con render digitali e composizioni visive essenziali, riflettendo la tensione emotiva dell’album tra nostalgia, speranza e una sottile inquietudine.
Un cerchio che si chiude
Allie X ha raccontato come questo disco sia profondamente legato alle sue origini, a quella Allie Hughes che scriveva canzoni agli inizi. Non per idealizzare quel periodo, ma per riconoscerne il valore nel percorso complessivo. Happiness Is Going To Get You rappresenta un momento di ritorno e maturazione: non una regressione, ma un cerchio che finalmente si chiude.
Il disco ha preso forma rapidamente, quasi in modo mistico. La prima canzone ad adattarsi a questo universo è stata Uncle Lenny, un brano più vecchio che ha trovato qui la sua collocazione naturale. L’ultima, It’s Just Light, è stata scritta a Copenhagen, mentre l’album stava ormai prendendo la sua forma definitiva.
La felicità come sospensione
Happiness Is Going To Get You non cerca il climax né la catarsi. Rimane volutamente in una zona di sospensione, suggerendo che la felicità non è una destinazione finale, ma un istante che si manifesta quando si smette di afferrarlo con forza. È un album che non risolve, ma accompagna. E proprio per questo, lascia il segno.

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