lunedì 27 ottobre 2025

DEMI LOVATO – IT’S NOT THAT DEEP: LA RINASCITA POP DI UN’ARTISTA CHE HA IMPARATO A RESPIRARE

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Dopo il debutto alla regia con Child Star, Demi Lovato aveva dichiarato di essersi “ri-innamorata della musica”. Quella promessa si è materializzata in It’s Not That Deep, nono album in studio, anticipato da una serie di video sui social e da tre singoli che ne hanno tracciato la direzione sonora: Fast, Here All Night e Kiss. Il risultato è un progetto che vibra della stessa energia luminosa con cui Demi è tornata sulle scene nel 2025.

In un momento storico in cui il pop femminile sta vivendo una nuova stagione d’oro, Demi decide di togliersi un peso, scrollarsi di dosso l’ombra degli ultimi anni e abbracciare una dimensione più leggera, ma tutt’altro che superficiale. Dopo dischi intensi come Holy Fvck o Dancing with the Devil, segnati da introspezione, dolore e catarsi, It’s Not That Deep suona come una dichiarazione di libertà: un invito a non prendersi troppo sul serio, riconoscendo però che anche la leggerezza può essere un atto di guarigione.

Musicalmente il disco si muove tra pop-dance e un’attitudine giocosa che richiama l’energia dei primi anni Duemila. “Un viaggio fluido di trentatré minuti pensato per scacciare ogni inibizione”, ha scritto Melodic Mag, riconoscendone la compattezza. The Independent ha colto l’essenza del progetto: “C’è molto cuore umano che pulsa sotto i bangers”. Perché, al di là dei ritornelli lucidi e scintillanti, c’è una donna che ha imparato a convivere con le proprie cicatrici senza lasciare che definiscano ogni nota. Rolling Stone l’ha definito “una vittoria”, mentre per Slant Magazine è un lavoro che rinuncia consapevolmente alla lirica confessionale, scegliendo una freschezza che comunica ciò che prima pesava.

Ma dietro questa svolta c’è un percorso personale che Demi stessa racconta con disarmante onestà.
«Ho questa tendenza a passare da un album all’altro restando nella mentalità del progetto precedente. Uscendo da un tour rock pensavo: voglio continuare così per sempre. Ma quando sono entrata in studio mi trovavo in un momento bellissimo, ero felice, innamorata… e onestamente, ci sono solo un certo numero di canzoni rock felici che puoi scrivere. Non mi rispecchiavano più.»

Demi ha provato a tornare verso sonorità R&B e pop, ma senza trovare la scintilla giusta. Fino a quando il suo produttore Zhone le ha fatto ascoltare, direttamente da un Uber, la base di Frequency.
«Era qualcosa di completamente nuovo, così diverso. E ho pensato: “Aspetta, questa cosa è davvero fottutamente divertente”.» Una rivelazione, più che un cambio di rotta.

Da lì, l’album ha cominciato a prendere forma naturale, rispecchiando la sua vita presente. «Sono felice, e tutto ciò che scrivo è sempre lo specchio di dove mi trovo qui e adesso.» Il titolo nasce da un verso di Kiss e, per l’artista, riassume perfettamente il cuore del disco: un progetto che non nasce dal dolore ma dalla voglia di guardare avanti, di vivere nel presente senza rimanere intrappolata nei traumi del passato.

It’s Not That Deep non è un passo indietro, ma un respiro. È il suono di chi ha imparato a ridere di sé, a non cercare sempre la catarsi, a lasciare che la musica faccia semplicemente ciò che sa fare meglio: farci sentire vivi. Ironico, frizzante, un po’ sfacciato… e, come recita il titolo, non così profondo. Ed è proprio questo il suo punto di forza.


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